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Galatea Vaglio – Dante, l’uomo che odiava Firenze (e il fiorentino)

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Webinar – 1321-2021: Insegnare Dante oggi

Un ciclo di webinar su Dante Alighieri, con suggerimenti su come insegnarlo ai propri studenti:

  • Galatea Vaglio, Dante, l’uomo che odiava Firenze (e il fiorentino) Dante, con Petrarca e Boccaccio, è considerato il padre dell’italiano e l’uomo che ha trasformato il fiorentino in lingua nazionale. In realtà però la posizione linguistica di Dante è molto più sottile e differenziata. Dante non amava particolarmente il fiorentino e costruì una lingua che pescava vocaboli e suggestioni da tutti i dialetti italiani, per costruire una lingua adatta a parlare dei “grandi temi” della filosofia e del diritto. Da esule preferiva la Bologna sede dell’Università e legata alla corte imperiale e considerava il fiorentino troppo limitato per i suoi orizzonti. L’analisi in classe della lingua dantesca può aiutare a capire come l’italiano nasca fin da subito come “lingua nazionale” e non come imposizione di un dialetto locale, il fiorentino, sul resto della penisola.

  • Francesco Violante, Dante uomo del suo tempo: politica e società in un'Italia divisa – L’obiettivo del webinar è concentrare l’attenzione sul Dante uomo politico e profondamente immerso nelle vicende del suo tempo, la cui esperienza innerva la sua vita intellettuale e poetica. Ripercorrere i conflitti, le lotte ideologiche e gli interessi materiali che lacerano Firenze e la penisola italiana tra seconda metà del Duecento e primi del Trecento è anche l’occasione per discutere nuovamente alcuni luoghi comuni propri della prassi didattica – il contrasto quasi manicheo tra guelfi e ghibellini, ad esempio, o tra magnati e popolani – e per porre sotto una luce diversa i rapporti tra le realtà istituzionali centro-settentrionali, comunali e signorili, le istituzioni universali – impero e papato – e il Regno di Sicilia, protagonista della politica nella penisola, nel momento in cui la sua unità territoriale vien meno, in seguito alla crisi del Vespro. Un particolare riguardo, anche in questa prospettiva, sarà riservato alla questione della lingua, ragionando su alcuni aspetti del De vulgari eloquentia.

  • Dario Pisano, “Il miglior libro mai scritto dagli uomini”. Interpretazioni novecentesche di Dante – La lezione vuole offrire una ricognizione intorno alla fortuna della ricezione di Dante nella tradizione letteraria del XX secolo. Il punto di partenza sarà la lettura e il commento di alcune pagine dei Nove saggi danteschi di J.L. Borges, dove l’autore argentino ragiona intorno al poema sacro e lo descrive come «una miniatura poetica dell’Universo», «una città che non finiremo mai di esplorare del tutto». Il lungo studio e il grande amore che Borges e altri eminenti autori e inventores della poesia novecentesca (in primis E. Pound, Th. S. Eliot, J. Joyce; in Italia G. Ungaretti, E. Montale, G. Caproni) hanno tributato al capolavoro dantesco è la prova della sua ininterrotta fortuna nel tempo e nello spazio. I grandi scrittori del secolo scorso ci hanno insegnato che la Commedia è un’opera mondo che censisce artisticamente ogni implicazione del nostro rapporto con la vita. Dante Alighieri è un faro poetico che illumina la terra: nei suoi versi, la realtà di noi uomini si svela a sé stessa. 

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